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Vegni Design – Giancarlo Vegni

Il design dei componenti per mobili: ispirazione, idee… il suo "mood" per affrontare il design di un componente per mobili

Spesso quando si sente parlare di design lo stereotipo più diffuso in cui si tende ad imbattersi ancora oggi è quello che descrive un oggetto come bellissimo ma poco pratico, se non addirittura scomodo da utilizzare. Non c'è niente di più lontano dall'approccio di un buon design, perché il nostro lavoro deve tenere conto di regole precise da rispettare: ergonomia, studio della forma e delle corrette proporzioni, funzione, integrazione, comfort, una approfondita conoscenza dei materiali e delle tecniche di lavorazione. Il risultato finale deve soddisfare ognuna di queste regole, altrimenti significa che non si è fatto un buon lavoro e si da forza ad un'idea di design che è uno stereotipo lontano e sbagliato dall'essenza reale che disciplina il nostro settore. Un componente non è diverso dagli altri elementi riconosciuti come più tradizionali del design, per cui una maniglia deve essere confortevole tanto quanto deve esserlo una seduta, facendo i dovuti distinguo. Poi è sempre forte una tendenza all'innovazione, alla voglia di stupire, scoprire e sperimentare. Non sempre è possibile conciliare il tutto ma è il nostro principale modo di porci difronte ad un nuovo progetto: cercare soluzioni inedite e lasciare a bocca aperta il nostro pubblico.

 

Che tipo di componenti disegna? Ci può fare qualche esempio di suoi progetti?

Il nostro lavoro abbraccia molti settori del design, principalmente quello degli interni, allestimento e architettura. Spesso i nostri componenti nascono per integrarsi in un progetto più ampio, come lo è stato per alcune delle maniglie da anta Valli&Valli, che abbiamo realizzato con in mente un preciso stile di cucina che stavamo portando avanti per Effeti; i due progetti alla fine erano del tutto complementari talmente convergenti che si sono rivelati più che adatti per essere portati su altre linee di cucine; tant'è che Valli&Valli ha iniziato a proporle anche ad aziende diverse e per i modelli di queste aziende che condividevano la stessa impostazione nello stile del design. Sempre per l'ambiente cucina, Lemi è stata la prima, su nostro progetto, a proporre carrelli e cestoni interni per basi e ante caratterizzati da un profilo ovale al posto del classico tondino. E con la stessa filosofia abbiamo disegnato la serie di successo di forni Plan per Candy e molte collezioni di prodotti per Max Fire e Steel Time aziende che producono cappe di design ed elementi in per la cucina tutti in acciaio inox. Siamo stati di nuovo i primi a proporre le ante a scomparsa nelle armadiature per la zona notte, Spider di Lema, poi riprese ed estese agli altri ambienti della casa, mentre per Bongio e Treemme Rubinetterie abbiamo pensato a delle collezioni molto più particolari dettate da una visione più moderna della stanza da bagno, che tende ad assorbire forme semplici e colori neutri per lavabo e ceramiche, e questo porta a studiare soluzioni per una rubinetteria maggiormente valorizzata. La collezione Aquaviva di Bongio ad esempio è caratterizzata da un design a cascata, la sezione della c è molto aperta e dona naturalezza al disegno; Blok di Treemme è un sistema integrato, si tratta di una forma secca, estremamente minimale che ci trasmette l'illusione di un equilibrio perfetto, il fatto che siano elementi a sospensione lascia molto respiro allo spazio che ospita i suoi elementi.

 

Secondo lei da cosa nasce l'esigenza,da parte dei produttori di mobili di utilizzare componenti di design?

Il design è senza dubbio un valore aggiunto, anche per la componentistica. Mi riferisco sempre al good design che torno a ribadire non ha una funzione prettamente estetica, ma racchiude in se comfort, tecnica, e spesso è anche sinonimo di un'alta qualità costruttiva. È come per le forme ricavate dal pieno: non presentano imperfezioni, possiedono un'estetica perfetta, hanno una maggiore resistenza e durano più a lungo; eppure non tutti sono in grado di realizzare prodotti derivati da questa lavorazione. La scelta di componenti di qualità oggi qualifica maggiormente il prodotto, perché il mercato è sempre più esigente. Come anche molti produttori appassionati dal loro mestiere, e credo sia naturale pretendere il meglio nelle cose che si fanno, per poi riscuotere maggior soddisfazione una volta proposti al cliente finale. Lo scoglio spesso sono i costi derivati dalle varie fasi, dalla ricerca e sviluppo fino alla prototipazione e alla realizzazione finale, e non sempre è possibile proporre al pubblico un prezzo aggressivo e allettante. Ma un buon designer deve essere capace anche di progettare con costi più sostenibili, per tutti, produttori e consumatori. Purtroppo non è sempre possibile, noi lavoriamo rispettando la tradizione e riproponendola sotto forma di modernariato: il legno massiccio, le pietre, materiali di qualità ma dai costi elevati. Ma è la direzione nel quale vogliamo muoverci in futuro, oggi la tecnologia ci offre alternative in grado di avvicinare di più il pubblico al nostro mondo.

 

Giancarlo Vegni, classe 1949, si forma presso l'Istituto d'Arte di Cascina, poi subito inizia a collaborare con Ferretti Cucine dal 1968 e fino al 1975. Vegni Design è l'inizio del suo percorso professionale indipendente, una carriera ricca di collaborazioni importanti, riconoscimenti, successi: con il programma Misura di Effeti Cucine firmai il primo blocco funzione tondo nella storia della cucina (1988); Duetto di Officine Star partecipa alle selezioni per il Compasso d'Oro (1991). Oggi Vegni Design è uno staff di professionisti e le opere spaziano ogni campo del design, tutte caratterizzate da un tratto pulito, la predilezione per il tondo e le geometrie modulari, uno stile squisitamente made in Italy apprezzato in tutto il mondo.

 

www.vegnidesign.it



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