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Superare i limiti del mondo creativo

Superare i limiti del mondo creativo
  • Raccontaci il tuo progetto più riuscito?
    La nostra sedia Slak, pensata inizialmente per un concorso sugli oggetti in legno riciclato. Ne abbiamo poi riprogettato il materiale e la forma, semplificandola per permetterci di realizzare da soli il prototipo. Un progetto che abbiamo modificato strada facendo. È l’oggetto che ci rappresenta di più, con le sue forme decise, l’uso del colore e la funzionalità racchiude tutto quello che vorremmo riuscire a comunicare.
  •  Quando inizi un nuovo progetto, da cosa parti?
    Non seguiamo uno schema preciso,spesso ci sono approcci diversi. A volte partiamo da un’intuizione, da una ricerca della forma che avviene direttamente sulla carta iniziando a riempire fogli di schizzi che poi selezioniamo,fino ad arrivare a quello finale,spesso partiamo osservando quello che ci circonda,o da un materiale che siamo in grado di poter lavorare.

  • Che importanza hanno nella tua progettazione materiali e componenti?
    La scelta dei materiali che usiamo è molto importante, producendo da soli i nostri oggetti, spesso usiamo materiali tradizionali, questo risulta vincolante per la realizzazione di certe forme e spesso la sfida è usare questi limiti in modo creativo.
    Cerchiamo sempre di fare attenzione ai dettagli e ai componenti,anche i più piccoli  e nascosti.

  • Sai costruire materialmente i prodotti che progetti?
    Siamo in grado di realizzare alcuni dei nostri prodotti, ma creiamo personalmente tutti i nostri prototipi, è una fase fondamentale per capire se un oggetto ci piace.
     
  • Com’è nella tua esperienza il rapporto progettista-impresa in italia? E cosa lo renderebbe migliore?
    Non  abbiamo avuto esperienze con grandi imprese quindi non conosciamo direttamente i loro limiti e vantaggi. Quello di cui possiamo parlare nella nostra esperienza è il rapporto con piccole imprese di fornitori ai quali affidiamo i nostri progetti (falegnamerie,verniciatori, officine che lavorano i metalli). 
    A volte incontriamo diffidenza perché realizzare una piccola serie o un prototipo viene visto come una perdita di tempo.

  • Cosa fa di te un designer?
    Sicuramente di fondo c’è una curiosità quasi patologica che riguarda settori diversi che vanno dalla fotografia al cinema alla letteratura. Abbiamo trovato nel design (anche negli schizzi progettuali) il nostro mezzo espressivo, il modo di incanalare e dare a una forma a questa curiosità.

  • Qual’è secondo te la maggiore difficoltà di fare Design oggi?
    Una delle difficoltà maggiori è riuscire a trovare una propria identità progettuale, cercando allo stesso tempo di creare qualcosa di nuovo.
    Un altro problema è quello di riuscire a farsi conoscere. Abbiamo cercato fin dall’inizio di sfruttare il web, una risorsa che si è rivelata indispensabile.

  • Qual’è il prodotto/progettista che rappresenta il tuo ideale di Design?
    I progettisti a cui facciamo riferimento sono vari e molto diversi tra loro; per citarne alcuni:
    Jean Prouve, Charlotte Perriand, Enzo Mari, Piet Hein Eek per una certa visione del design che comprende anche l’artigianalità.
    Ma anche Ron Arad o Mark Newson per il loro modo di giocare con le forme.
    Gli oggetti che ci piacciono di più sono i vasi in ceramica di Piet Hein Eek, e il gioco 16 animali di Enzo Mari.

  • L’oggetto che possiedi a cui sei più legato?
    La mia vecchia vespa (Francesco)
    La mia macchina fotografica (Juri)

  • Se dico Italia, cosa pensi?
    I meravigliosi paesaggi della toscana…

 

 

A’USO DESIGN: Fancesco Ciabatti, Juri Svelti

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Sono tutti e due periti industriali
riconoscimenti ricevuti: quelli delle persone che vedono i nostri oggetti.
impiego attuale: artigiani /designer 



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