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Progetti giovani

1_ Una breve descrizione di voi e del vostro studio

L'attività dello studio spazia dall'urban e landscape design, alla progettazione di interni e ristrutturazioni, fino al disegno di giardini e spazi verdi in un processo che coinvolge competenze specifiche sempre nel rispetto delle caratteristiche del luogo e le sue suggestioni. Lo studio si occupa inoltre di consulenze energetiche sia per edifici di nuova costruzione, che per interventi di risanamento del patrimonio edilizio esistente.

L’atto creativo coinvolge tutte le parti in una collaborazione concertata seguendo gli spunti conseguenti la lettura critica del contesto assieme a punti di vista personali

Gli interventi su spazi pre-esistenti e i progetti di interior design tentano di interpretare in una nuova sintesi tutti gli elementi a disposizione: le tracce della storia dell’edificio, le aspettative della committenza, gli aspetti psico-sensoriali riuniti in una narrazione spaziale e visuale continua e coerente.

 

2__ Di quale progetto di design volete parlare?

Nel nuovo punto vendita di libreria e numismatica del Poligrafico a Roma, definito ‘Spazio Verdi’, sono stati disegnati tutti gli arredi nell’idea di un progetto pilota replicabile. Il progetto che presentiamo è il ‘sistema bancone’, cuore dell’intervento, un prototipo di arredi disegnati ad hoc.

3__ Com’è nata l’idea di questo oggetto? è un pezzo unico o prodotto in serie?

La forte volontà di rinnovamento dell’immagine dell’Istituto dichiaratamente espressa dalla committenza a partire dal rinnovo dei propri spazi ha portato all’idea di un gruppo ristretto di oggetti in grado di creare un sistema di arredi con una spazialità ‘riconoscibile’ e ripetibile in altri contesti fondata su una sintesi tra memoria storica e contenuti di contemporaneità.

4__ A cosa vi siete ispirati?

Il concetto di un gruppo ‘autosufficiente’ di elementi arredo nati per essere ripetuti in contesti diversi ci ha portato a immaginare una sorta di elemento architettonico galleggiante, una ‘zattera’ attuata metaforicamente dalla pedana in legno su cui insistono i vari elementi che compongono il sistema. Una volta ‘approdato’ nello spazio dove richiesto, l’elemento nautico genera un gioco complessivo di rimandi visuali e di allineamento con gli elementi preesistenti: allo spazio architettonico viene sovrapposta una filigrana di relazioni spaziali che si materializzano talvolta in sottili trame metalliche, altre volte nelle scanalature delle masse degli arredi creando secondo le intenzioni di progetto uno spazio dinamico.

5_ Che tecnologie sono state impiegate per la sua realizzazione?

Essendo gli oggetti diversi ed eterogenei nei materiali anche le tecnologie realizzative sono state di natura differente a seconda del materiale impiegato, legno, metallo o vetro. A partire dalle tecniche che l’azienda  artigiana, a cui è stata affidata la realizzazione, attua per arredi a misura (tecniche tradizionali di falegnameria e opere in ferro in profili industriali o in lamiera microforata, lavorazioni su lastre rettilinee di vetro), è stata messo a punto un layout produttivo in grado di portare a realizzazione più pezzi contemporaneamente se richiesto, secondo piccole catene di montaggio, pur non arrivando alla serialità tipica della produzione industriale della grande distribuzione. Tutti i materiali costituenti sono stati assemblati a secco, con sistemi di bulloni o viti, essendo la rapidità e la facilità di montaggio e smontaggio una delle caratteristiche richieste a monte.

6_ Da quali componenti è composto l’arredo?

Il sistema è costituito da cinque elementi integrati tra loro a costituire una unità minima di punto vendita e informazioni al pubblico ripetibile in differenti contesti: un bancone di interfaccia con il pubblico, una pedana in legno, un graticcio metallico porta luci, un elemento contenitore-espositore, un elemento totem con funzione di individuazione visiva.

7_ Che importanza hanno i componenti nella progettazione e ideazione del complemento?

Tutti e cinque gli elementi nell’idea generale fanno parte di un unico sistema indissolubile, ma con pesi spaziali e funzionali diversi: il bancone è l’oggetto di interfaccia per i servizi e la vendita al pubblico e assolve anche alla funzione espositiva; la pedana unifica e delimita architettonicamente i vari elementi e nasconde tutti i cablaggi tecnici necessari; la teca contenitore oltre alla funzione espositiva nasconde nel retro una piccola zona deposito; il graticcio sostiene il sistema di illuminazione principale e segnala la zona della cassa; il totem funziona come elemento comunicativo visibile a distanza oltre a contenere piccole teche espositive. Un sistema di illuminazione a led integrato nel bancone e nella pedana migliora la visibilità dei prodotti esposti.

8_ Che materiali sono stati scelti? Secondo quale criterio?

Il bancone è un elemento discontinuo di materiali diversi che hanno segnato la memoria artigiana dell’Istituto e ne rappresenta la metafora della sua storia produttiva: bronzo, ottone, acciaio, ferro, vetro, legno. Esso inizia nella zona cassa con una massa solida in bronzo che via via si smaterializza nei suoi elementi costitutivi fatto di piani in lamiera metallica microforata e lastre di vetro, cavalletti strutturali in acciaio, il volume della teca espositrice in legno e vetro ed il piano di lavoro in legno con finitura in wengé. La pedana ha una sottostruttura in scatolari in ferro con piedini regolabili per adattarsi anche a situazioni di fondo irregolare che sostiene un tavolato in legno ipè. Lo stesso tavolato continua in verticale a costituire la parete frontale dell’espositore secondo un’operazione di ‘folding’. Il graticcio è in piatti e tondini in acciaio verniciati, il totem è costituito da due scatolari a sezione quadra collegati ad intervalli regolari e si piegano ortogonalmente secondo diversi orientamenti.

9_ Che rapporto avete con l’azienda produttrice/artigiano?

I due titolari dell’azienda artigiana sono due fratelli, un architetto e un artista che hanno dimostrato una notevole sensibilità nell’accogliere tutto lo spirito del progetto. Durante tutto il periodo della realizzazione si è instaurato un rapporto di dialogo costruttivo di continuo scambio e di suggerimenti reciproci con loro ed il loro team.

10_ Quanto l’azienda incide sulla progettazione?

Per quanto ci riguarda dal punto di vista della progettazione in generale l’azienda non ha un peso eccessivo. Ma nella fase costruttiva è importante la sensibilità di chi realizza effettivamente l’opera, soprattutto in materia di miglioramento dei dettagli, di economicità delle soluzioni tecnologiche oltre che nel rispetto del concept iniziale.

 

www.b4architects.com



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