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Designer Vs Mercato

Parlaci di te in 10 domande:

 1_ Raccontaci il progetto che ti ha dato più soddisfazione?

Si tratta di un progetto di design di interni, fatto per un bar brasiliano. Ha rappresentato per me una grande sfida, perché in un mese ho preso in mano un progetto di architettura pre-esistente, di cui i soci del bar non erano convinti e sono riuscito a portare a termine il lavoro con successo. Mi sono occupato di tutto, dal progetto alla realizzazione dello spazio interno, curando il design, la logistica, contattando i fornitori e comprando direttamente i materiali

2_ Quando inizi un nuovo progetto, da cosa parti?

In generale comincio sempre disegnando, a volte scrivendo, poi passo al computer, dove l’idea si trasforma in un progetto esecutivo. Quando mi viene un’idea, però, spesso aspetto qualche giorno prima di disegnare. E in particolare, qui a Rio De Janeiro dove vivo, c’è la spiaggia, che mi permette di rilassarmi e raccogliere meglio le idee. Di solito il weekend lo passo in spiaggia con gli amici e poi il lunedì comincio sempre con tante idee nuove in testa.

3_ Che importanza hanno nella tua progettazione materiali e componenti?

Sono fondamentali, tutto quello che disegno, infatti, parte sempre dai materiali, che conosco molto bene, so dove sono venduti e a quale prezzo. Per un progetto oggi il budget è importante tanto quanto i valori funzionali ed estetici.

4_ Sai costruire materialmente i prodotti che progetti?

Molti si, non tutti. Per Arquétipo (il tavolino in vetro con la base in ferro presentato su Lovli.it n.d.r.), ad esempio, mi rivolgo ad un fornitore per la parte in ferro.

Prima che aviassi la mia impresa, inoltre, ho fatto un’esperienza in una fabbrica di mobili, dove lavoravo come coordinatore della produzione, supervisionando lavori su acciaio, legno e pittura. E questo mi ha dato una forte base tecnica che uso nei miei progetti.

5_ Com’è nella tua esperienza il rapporto fra Design e grande pubblico?

In Brasile c’è un’attenzione fortissima al design, soprattutto da parte della classe media, che sta vivendo un periodo di ascesa. Oltre alle classi sociali più agiate, che hanno sempre acquistato mobili di design, è proprio questa nuova classe media emergente ad essere una grande consumatrice di design.

6_Cosa fa di te un designer?

Uno degli elementi fondamentali è aver studiato al Politecnico di Milano. Non tanto per la laurea in sé, ma per le cose che ho imparato e che so fare. Come il poter risolvere dei problemi con tante diverse variabili. Poi c’è la forma mentis, penso da designer e vivo cercando continuamente buone idee. Avendo un mio studio, inoltre, nel momento in cui un’idea mi viene in mente, posso realizzarla immediatamente, senza passaggi burocratici. E questo è un grande vantaggio.

7_ Qual è secondo te la maggiore difficoltà di fare Design oggi?

Ce ne sono tante. Anche se forse la maggiore difficoltà è rappresentata proprio dal mercato, che sta cambiando ad una velocità impressionante. Ad esempio la produzione cambierà drasticamente, ma ancora non si è capito come. Inoltre ci sono tantissimi designer, perché questa è diventata una professione di moda e quindi cresce la concorrenza.

8_ Qual è il progettista che rappresenta il tuo ideale di Design?

Paolo Ulian, ho avuto la fortuna di conoscerlo e fare un workshop con lui in Italia. Oltre ad essere una persona molto umile e piacevole, penso che il suo approccio al progetto sia bellissimo. Il modo in cui cerca di dare una seconda vita agli scarti o di immaginare un altro utilizzo del prodotto dopo che lo stesso si è rotto, come la ciotola progettata per rompersi e creare tante altre piccole ciotole. È un approccio sostenibile ed ecologico molto interessante. Anche l’estetica dei suoi lavori è sorprendente e io lo considero un progettista incredibile e completo.

9_ L’oggetto che possiedi a cui sei più legato?

La mia casa è fatta di tutti i miei prototipi, quindi è un po’ difficile dire a quale sono più legato. Anche se forse quello della lampada in legno “Lumen” è il prototipo a cui sono più affezionato, si tratta del prodotto che ho realizzato nel primo periodo qui in Brasile e che mi ha permesso di avere i primi clienti e di iniziare a lavorare.

10_ Se dico Italia, cosa pensi?

Penso ad una grande tradizione progettuale, di cui mi sento sempre partecipe, e che spero riesca a ritrovare una posizione di protagonismo in uno scenario mondiale caratterizzato dall’ascesa del design proveniente da altri Paesi, come il Brasile.
Un’altra cosa che mi viene in mente è la difficoltà legata all’avviare un’impresa in Italia, troppa burocrazia.

 

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Enrico Salis
laureato al Politecnico di Milano
Titolare dello Studio Enrico Salis Design di Rio De Janeiro

 

Riconoscimenti ricevuti

Progetto finalista nel concorso "Design di superficie", Museo di Arte di Santa Maria, Rio Grande do Sul, Brasile

Designer selezionato per la seconda edizione della "Resign Accademy" di Faenza (workshop)

Progetto di laurea esposto all'università di Leeds, nell'ambito del circuito GIDE (Group for International Design Education)

Progetto di laurea pubblicato su "Percorsi Formativi della facoltà del Design", Politecnico di Milano

Gruppo vincitore ex-aequo del workshop "Wyborowa Exquisite Wodka", Politecnico di Milano
Esperienze lavorative significative:

Coordinatore della produzione presso Stall Moveis, fabbrica di mobili e complementi d'arredo in Minas Gerais, Brasile

Design presso Banca Intesa Sanpaolo, settore Formazione, Milano

Design di interni presso Patricia Abreu Arquitetura, Belo Horizonte, Brasile

 www.lovli.it



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