Maggioli Editore

A tu per tu con il progettista Mario Mazzer

Parliamo di viaggio.

Quali sono a suo parere gli oggetti di design che non possono eludere dal contesto di viaggio o di vacanza?
La nostra vita è il viaggio più importante e, tra le altre cose, è composto di una moltitudine di piccoli viaggi, che possono essere di lavoro, di trasferimento e, ogni tanto, fortunatamente, anche di piacere. Quando parto per una vacanza dico sempre: finalmente un periodo senza iPhone, niente internet, voglio relax, solo relax! Per accorgermi, già dopo poche ore, che questi piccoli oggetti sono veramente comodi. Addirittura indispensabili. Senza i quali, non puoi cercare quel locale particolare, prenotare, essere parte di questo mondo, insomma. Non siamo mica Robinson Crusoe, del resto!

Lei ha progettato Spoon Lounge Chair, qual è il concept alla base di questo progetto?
La Spoon di Bonaldo è una poltrona relax che ti accoglie in un morbido abbraccio. L’idea mi è venuta dalla forma di un cucchiaio dove il gambo piegandosi diventa base e sostegno. È la seduta ideale per rilassarsi e gustare un buon bicchiere di vino dopo una giornata trascorsa all’aperto.

A suo avviso esiste un prodotto “inesistente” che potrebbe essere illuminante nel contesto vacanza, viaggio? Una tipologia d’albergo, una valigia, una seduta dedita al relax?
Il teletrasporto è quello che ci vorrebbe! Specialmente in agosto o per certi luoghi. Ma non l’ho ancora trovato nelle applicazioni di iPad.

Il progetto Acquaefuoco, sicuramente originale per idea e design, quale è il contesto ideale in cui si valorizza in termini di forma e funzionalità?
Acquaefuoco nasce dalla volontà di creare oggetti che, oltre alla funzione, offrono intense emozioni e creano piacevoli atmosfere di benessere e relax per tutti i luoghi d’accoglienza: casa e comunità. Alla base di questa collezione ci sono l’acqua e il fuoco che, nel significato universale dei due elementi della natura, sono per ogni cosa l’inizio della vita.
La collezione Fuoco è costituita da caminetti a bioetanolo, per godere della fiamma senza l’installazione della canna fumaria, dalla linea pura e dai tratti eleganti. La collezione Acqua, usa lo scorrere dell’acqua su una superficie specchiata dove il naturale suono che produce infonde piacevoli sensazioni.

Ci sono alberghi, Spa o resort realizzati da suoi colleghi che ammira particolarmente e di cui avrebbe voluto esserne il progettista?
Assolutamente sì. Ci sono diverse realizzazioni che destano la mia più profonda ammirazione e che vorrei aver progettato io. Tra queste sicuramente le terme di Vals di Peter Zumthor, per la limpidezza del progetto e la capacità del progettista di esaltare le qualità intrinseche della pietra e di creare giochi di luce.

Nel corso della sua carriera si è occupato di progetti, prodotti, concept, quali sono i tratti distintivi della sua progettazione?
La mia cifra stilistica non è immediatamente visibile, il filo conduttore che lega il mio lavoro è la capacità di entrare nel dettaglio e di capire a fondo le potenzialità dei materiali. È più facile identificarlo attraverso l’analisi del mio primo successo e dell’ultimo. Venticinque anni separano Clino di Magis, che è un tavolo pieghevole da parete estremamente funzionale e con una forte carica poetica e Shan, che è una tenda da sole a cassonetto di Shadelab, caratterizzata da un segno essenziale che gli è valso il Red Dot. Non amo enfatizzare le forme e farle diventare sculture che, a seconda della scala, diventano un grattacielo o un oggetto di design.
Questa professione richiede molta passione e amore: si parte dalla ricerca di quella lucina che si chiama idea, e poi si lavora per farla crescere fino a materializzarla in elemento che migliori la nostra vita.

www.mariomazzer.it

a cura di Erika Giangolini



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